SPEDIZIONE GRATUITA OLTRE €29,90. In OMAGGIO per te DISCHETTI STRUCCANTI in cotone 80pz per ordine minimo di €59,90!

Quando la Dieta potrebbe essere un salvagente?

Come combattere al meglio il Sars-Cov-2
Recenti sperimentazioni hanno evidenziato come una dieta normocalorica, normoproteica ed iperlipidica possa ridurre la mortalitÓ per infezione da Covid-19.

 
Dalla coscienza popolare, ma sopratutto (e chiaramente) da numerosi studi ed evidenze scientifiche, abbiamo appreso che per un corretto stile di vita bisogna seguire una dieta equilibrata, diciamo che su questo nessuno ha dubbi. Abbiamo sentito dire che esistono alcuni alimenti in grado di potenziare il nostro sistema immunitario, ma questo è vero? Le confezioni di molti prodotti lo promettono e anche nelle pubblicità spesso lo sottolineano (sempre meno, in verità, da quando l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, Efsa, ha imposto regole più restrittive). Ma pochi esperti sono in grado di confermare queste tesi perché l’apparato difensivo dell’organismo è enormemente complesso e, dunque, diventa molto complicato identificare con chiarezza gli effetti di un determinato alimento sui linfociti o su altre cellule immunitarie. Tuttavia è noto, però, come alcune sostanze presenti in alcuni alimenti
abbiano degli effetti comprovati sulle nostre difese immunitarie. Sto parlando della Vitamina C, la più celebrata soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, del Beta-Carotene, della Vitamina E, A, i grassi insaturi, e potrei continuare.
Resta il fatto che comunque seguire uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, sia importante per tenersi in forma.
Quindi, in linea generale, la Dieta è sempre un salvagente, vediamo nello specifico; numerosi studi si stanno concentrando su una specifica tipologia, la Dieta Chetogenica, e sulle risposte immunitarie generate dall’organismo dovute a questo regime alimentare.
Per chi non lo sapesse è un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine e soprattutto i grassi. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta è costringere l'organismo ad utilizzare i grassi come fonte di energia. Sempre dalla coscienza popolare si è pensato, negli anni, alla chetogenica come dieta per l’esclusiva perdita del peso..
Quello che ho da dirti ti farà ricredere su questo e tra poco ti spiego perché..

La dieta chetogenica potrebbe presto rivelarsi uno strumento prezioso in grado di ridurre la necessità di ricovero in terapia intensiva se non addirittura la mortalità in pazienti affetti da covid-19.
Gli studi che si stanno conducendo ruotano intorno ad una risposta immunitaria esagerata messa in atto dall'organismo per difendersi dall'invasione di Sars-cov-2, innescata dai macrofagi M1 (cellule importanti del sistema immunitario che sono formate in risposta ad un’infezione) che, quando si attivano, consumano esclusivamente glucosio.
Tutto ciò comporta non solo un aumento dello stato infiammatorio a livello polmonare, ma anche una coagulazione intravascolare disseminata  con noto rischio tromboembolico.
Viceversa i macrofagi spazzini M2, utili  nel processo di guarigione, utilizzano come carburante gli acidi grassi. Da qui l'idea che una dieta chetogenica, riducendo l'apporto di glucosio, possa favorire il processo antinfiammatorio attraverso la modulazione del metabolismo immunitario.
L'approccio chetogenico, definito di tipo Mediterraneo, prevede un rapporto 4:1 di grassi-proteine , quindi 4g di grassi e 1g di proteine, e carboidrati inferiori a 30 grammi/die.

Sostanzialmente calorie lipidiche ottenute da un utilizzo massiccio di olio di oliva extravergine, pesce e fonti di Omega 3, quali frutti oleaginosi ( in particolare noci, mandorle, nocciole, pistacchi ) e carne magra come fonte di proteine.
Se ti stai chiedendo che tipo di integratori potrai assumere troverai qui un supporto da parte di Farmasorriso.
Non bisogna però confondere, come ti preannunciavo poco fa, tale dieta chetogenica normocalorica con chetogeniche ipocaloriche che hanno altre indicazioni tra cui il calo ponderale, in parole povere: la perdita di peso.
La prevenzione del covid-19 dal punto di vista nutrizionale deve basarsi sul
miglioramento della forza e della massa muscolare nel soggetto sottopeso, sul controllo del peso e della pressione del soggetto in sovrappeso, sullo stretto controllo della glicemia in caso di malattia diabetica e sulla correzione delle carenze vitaminiche e minerali presenti nella maggior parte della popolazione over 50.
Una buona esposizione al sole e un attività fisica aerobica costante sono fondamentali per mantenere alte le difese, in particolare grazie ai benefici della vitamina D che è importante per la risposta immunitaria ed infiammatoria.
Avviandoci verso la stagione invernale l'integrazione della vitamina D viene consigliata, soprattutto nelle formulazioni spray o in quelle orali in capsule e bustine. Per migliorare la vigilanza immunitaria, oltre la vitamina D, è consigliabile l'assunzione di integratori a base di vitamine A, B, C, zinco ed echinacea. Dai un’occhiata alle nostre proposte per te cliccando qui.
Anche i probiotici, di cui puoi trovarne alcuni qui, potrebbero rivelarsi utili
nell'infezione da SARS-COV-2. I pazienti con infezioni respiratorie, infatti, presentano anche disturbi gastrointestinali correlati ad un decorso clinico più grave della malattia. Numerosi studi hanno dimostrato che agire anche sul microbiota intestinale può ridurre l'enterite e la polmonite associata a ventilazione meccanica.
Che la dieta chetogenica sia un vero salvagente in questo violento nubifragio sanitario?

Fonte: studio sperimentale ospedale San Martino di Genova.